MARCO VUKIC – A che ora incomincia la vita? Una silloge

da ROSEBUD – Arts, Critique, Journalism — 20 agosto 2018 alle 11:58

L’io-lirico che canta la poesia di Marco Vukic è una presenza gentile, discreta, il più delle volte nascosta, ansiosa di fuggire la retorica, anche tecnica, e di affermare l’istintiva ritrosia dello spirito: Dietro ogni parola sarò il suono e il respiro e non t’accorgerai di me[1] Si tratta inoltre di una presenza socialmente impegnata, vivente il suo tempo, cosciente delle difficoltà che lo segnano, capace di denunciarne le sue più grandi tragedie con tutta la forza necessaria: In questa tomba liquida si è perso il mio nome, nell’abisso precipita il sogno …… Sono onde... Continua »

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