Da mesi l’ascensore è fermo al piano

da ROSEBUD – Arts, Critique, Journalism — 4 novembre 2017 alle 19:42

Nel vestibolo l’uomo in cravatta stringe la mano al primo clochard della mattina incuriosito dal velluto nuovo alle pareti.   Da mesi l’ascensore è fermo al piano per via del fresco ammonimento che pervade le scale:   “l’osso del collo vi orienterà nell’indefinito salto tra i piani temporali”.   I giorni s’intagliano fuori sincronia. Le conquiste restano tali. Il cavallo impazza nel suo scacchiere.   Nessuno si prenderà la briga di stanare l’atavica retorica dei processi evolutivi.   Madre coraggio, il verso ha in animo gli embrioni destituiti. 04/11/2017 Alfonso... Continua »

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