CLOCHARD di Rita Sanna

da ROSEBUD – Arts, Critique, Journalism — 15 dicembre 2015 alle 18:15

Chiamalo pure clochard ,alla francese,quello senza dimora.
Definiscilo ,se vuoi ,anche barbone chi giace per terra alla stazione.
Non domandarti perchè non scelga un ampio androne.
La scelta ha sempre una ragione.
Sobbalza al fischio dei treni in partenza,non per lui, che più motivo non ha.
Giace sui cartoni,su un letto di giornali,senza sapere del tempo che non va!
Avvolto da pieghe d’una coperta,bagnata di calda urina, mostra occhi spenti.
Una vita sbagliata,senza fortuna,un improvviso incidente?
Vorresti chinarti per domandare,per sapere se questa è una scelta di vita.
Puoi solo pensare...

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